Smart working, ma ne siamo sicuri?

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Smart working, ma ne siamo sicuri?

Molti dicono che stanno facendo smart working, che lo smart working ormai è stato recepito dagli italiani…mi pare azzardato definirlo tale perché in pratica fanno quello che facevano prima in ufficio ma, causa covid-19, da casa… in più il capo controlla che:

  • alle 8,30 sei al pc;
  • pausa pipì alle 10,05
  • pausa caffè e pipì alle 11,04;
  • 11,50 trattieni la pipì perché altrimenti ti arriva una visita fiscale dell’urologo per controllare la prostata;
  • 12,45 pausa pranzo ( per il nord tramezzino e per il sud pasta ncasciata)
  • alle 16 stacchi da lavoro;
  • 17,30 aperitivo in salotto in video conferenza con colleghi.

…lo smart working non è questo, questo sopra è semplicemente telelavoro…

Purtroppo siamo indietro anche da un punto di vista mentale, scarsa fiducia verso i lavoratori, oltre che informatico… stiamo recuperando comunque.
Bisogna sganciarci dalla mentalità che si ha che se non sei come una capra sopra il pc vuol dire che non stai lavorando.
Smart working vuol dire avere degli obiettivi con delle scadenze e ci deve dare la possibilità di gestirci il tempo.
Non importa quando e per quanto tempo lavoro.
Posso lavorare:

  • la notte;
  • la mattina presto;
  • subito dopo il pranzo;

quello che è importante è che io raggiungo l’obiettivo nel tempo prefissato.

Poi diciamolo, in questo periodo in cui ci sono max 2 PC per famiglia e bisogna organizzarsi per le:

  • video lezioni;
  • i webinar;
  • le lezioni dei figli ecc.ecc.

Importante poi è il modo in cui ci poniamo per affrontare questa nuova situazione nel campo lavorativo…semplicemente vedendo il nostro lavoro, qualunque esso sia, come un lavoro nuovo.

In pratica se dobbiamo affrontare, causa lockdown, le cose di tutti i giorni con i criteri, le convinzioni e le abitudini, gli usi e costumi che usavamo fino a 1 o 2 mesi fa non ci riprenderemo, e non solo dal punto di vista psicologico!!!
E’ necessario riorganizzare tutto quello che facciamo e iniziare a pensare a come deve essere il “nuovo” lavoro nel prossimo futuro per cominciare a rispondere alle esigenze dei miei clienti e dei potenziali clienti.
Se continuo ad affrontare le mie questioni di oggi con in testa come lavoravo 3 mesi fa, sicuramente a livello di approccio, mentale ed emotivo, arriverò con uno stato d’animo non propositivi per il futuro.

Comunque quello di cui parlano tutti non è smart working ma telelavoro!

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